La Repubblica, 509 - 27 a.C.

Secondo quanto riferito da numerose fonti, nel 509 a.C. ebbero luogo vari avvenimenti importanti per la storia di Roma.

Nel 509 l’ultimo re fu espulso, la città fu assediata dall’esercito di Porsenna, fu firmato il trattato di Roma contro Cartagine, ebbero inizio i Fasti Consolari e si consacrò il tempio dedicato a Giove Capitolino. In realtà, tali avvenimenti sono troppi per un solo anno e, molto probabilmente, alcuni di questi fatti storici sono posteriori. Con assoluta certezza sappiamo solo che è del 509 a.C. la costruzione del tempio dedicato a Giove, circostanza certificata dalla presenza di una dedicatoria datata.

Uno dei sistemi utilizzati per decodificare la storia della Repubblica si basa sul rituale del clavus annalis, entrato in uso l’anno successivo alla costruzione del tempio di Giove Capitolino. Tale rituale consisteva nel fissare un chiodo al muro della cella di Minerva ogni anniversario della data della dedica. Il primo chiodo fu inserito nel 508 a.C., solo un anno dopo la consacrazione del tempio. I Fasti Consolari (elenchi annuali con gli avvenimenti più importanti annotati dai consoli) sono indispensabili per un corretto studio della storia della Repubblica a partire del 503 a.C.

La decade successiva al 509 a.C. – data della cospirazione nei confronti dell’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo, quando si trovava lontano dalla città per la conquista di Ardea – è un’epoca oscura di cui si conosce ben poco.

Transizione dalla monarchia alla Repubblica

L’epoca di transizione dalla Monarchia alla Repubblica fu seguita da varie tensioni sociali interne, di cui approfittarono le popolazioni vicine per ridurre il controllo territoriale di Roma e ottenere la sua scomparsa. Da tale momento, durante i primi settant’anni della Repubblica, Roma dovette ridefinire la propria identità in varie occasioni.

I primi anni della Repubblica furono incerti per la confusa situazione politica della Urbe. Vi erano partitari della Monarchia, della Repubblica, di Porsenna e della Lega Latina. Gli artefici della congiura del 509 a.C. non avevano previsto nessuna formula istituzionale per sostituire la monarchia.

Gli storici reputano unanimemente che il Consolato – doppia magistratura attiva durante la Repubblica – non nacque immediatamente dopo l’espulsione di Tarquinio.

La tesi comunemente accettata sostiene che, nella transizione dalla Monarchia al Consolato, si passò per una fase intermedia, in cui si designava un praetor maximus (pretore) in carica durante un anno e che, più tardi, sdoppiò le sue funzioni. Anche se già ci si avvicinava al sistema binario dei consoli, questi continuarono a essere nominati come pretori fino al 449 a.C., data di promulgazione della legge Valeria Horatia.

Sembrerebbe che le magistrature supreme non furono monopolizzate dai Padri – ovvero coloro che controllavano il Senato, l’esercito e i sacerdoti dall’inizio della storia di Roma –, dato che si conoscono casi di plebei che occuparono il Consolato fino al 485 a.C. Il clima di tensione dell’inizio della Repubblica portò le fazioni più forti a formalizzare le reciproche alleanze.

Dal 485 si assistette ad azioni sovversive del patriziato, che passò a controllare tutte le magistrature civili e religiose, escludendo i plebei da qualsiasi tipo di responsabilità nel governo.

Il diritto romano

Questo corpus di leggi aveva un carattere sacro, così come la monarchia e il collegio dei pontefici. Secondo Tito Livio, le XII Tavole erano la base del diritto romano, sia pubblico che privatoOltre alla lotta fra patrizi e plebei, la Repubblica fu caratterizzata dall’espansione del potere di Roma in tutta la penisola italiana, ma anche dalle guerre civili e la promulgazione del corpo di leggi delle XII Tavole, nel 450 a.C. Le XII Tavole – così chiamate perché scritte, appunto, su dodici tavole – formano il codice di diritto romano più antico del mondo, costituendo le basi giuridiche del diritto occidentale.

Fra il 133 e il 27 a.C. vi fu una tappa convulsa nella storia di Roma, data la complessa situazione economica, sociale e politica della Urbe che portò con sé momenti di tensione, come quelli vissuti dai Gracchi o le guerre sociali fra nobili e plebei.

La dittatura: dalla Repubblica all’Impero Romano

Il passo decisivo verso un sistema politico in cui il potere fosse centralizzato nelle mani di un’unica persona, fu dato da Lucio Cornelio Silla (dittatore fra il 82 e il 79 a.C.). Lo sviluppo del nuovo sistema di reggenza da parte di Silla fu fondamentale per la successiva definizione della politica di governo, centralizzando tutto il potere nelle mani del Senato.

Di conseguenza, il Senato affidava l’incarico alla figura forte di un generale, mentre i populares aspiravano al potere assecondando l’accentramento in un’unica figura istituzionale. Tale situazione generò la nascita dei Triunvirati e le dittature di Cesare e Augusto, con la fine della Repubblica e l’inizio di una nuova tappa: l’Impero.